Reiki per chi non ha mai provato nulla di simile

“Ma io sarò in grado di fare Reiki?”

È una delle domande che ci vengono rivolte più spesso da chi si avvicina al Reiki per la prima volta.

“Chiunque può praticare Reiki?”
“Bisogna avere un’energia particolare?”
“E se io non sento niente?”

Sono dubbi comprensibili.

Quando si sente parlare di Reiki, soprattutto se non si è mai praticato nulla di simile, può nascere l’idea che serva una sensibilità particolare. Che alcune persone siano naturalmente “portate” e altre, invece, non abbiano ciò che serve.

Nella tradizione Reiki, però, la pratica non viene considerata un dono riservato a poche persone.

Non è necessario avere un’energia particolare, essere particolarmente sensibili o possedere capacità speciali.

Il Reiki si apprende attraverso un percorso di formazione e, soprattutto, attraverso la pratica.

E se non ho mai meditato?

Non è un problema.

Il Primo Livello parte dalle basi e non richiede precedenti esperienze di Reiki, meditazione o altre discipline olistiche.

Durante il corso ogni pratica viene spiegata e sperimentata insieme, gradualmente.

Si incontrano anche momenti di centratura e ascolto, come Gassho, una pratica semplice della tradizione Reiki in cui si portano le mani unite davanti a sé e l’attenzione al respiro e al momento presente.

Non bisogna riuscire a “svuotare la mente” e nemmeno raggiungere uno stato particolare.

Si comincia da ciò che c’è.

Devo credere nell’energia?

Anche questa è una domanda che può emergere quando ci si avvicina al Reiki.

La parola Reiki è tradizionalmente collegata al concetto giapponese di ki, spesso descritto come energia o forza vitale.

Durante la formazione raccontiamo questa visione perché appartiene alla tradizione attraverso cui il Reiki è stato trasmesso. Allo stesso tempo, non chiediamo a chi partecipa di accettarla come una verità scientificamente dimostrata.

Puoi conoscere la tradizione, fare esperienza della pratica e continuare a portare con te le tue domande.

Non è necessario decidere prima che cosa credere.

E se gli altri sentono qualcosa e io no?

Durante la pratica alcune persone raccontano di percepire calore, formicolio, rilassamento, sonnolenza o altre sensazioni.

Altre sentono molto poco. E altre ancora, soprattutto all’inizio, possono non percepire nulla di particolare.

Tutte queste esperienze sono possibili.

Non sentire calore nelle mani, per esempio, non significa essere meno capaci di praticare Reiki.

La sensibilità è soggettiva, può essere diversa da persona a persona e può anche cambiare con l’esperienza.

Non è una gara a chi sente di più.

E soprattutto, le sensazioni percepite durante una pratica non rappresentano una diagnosi e non permettono di stabilire la presenza o l’assenza di un problema di salute.

Che cosa si impara nel Primo Livello?

Il Primo Livello è l’inizio del percorso.

Si parte dalle origini del Reiki e dalla sua trasmissione, si incontrano i Cinque Principi – Gokai e alcune pratiche tradizionali di centratura e ascolto.

Una parte importante della formazione è dedicata all’autotrattamento, per imparare a portare la pratica su di sé.

Successivamente si sperimenta anche il Reiki su un’altra persona, imparando a utilizzare le mani attraverso un contatto leggero oppure mantenendole a breve distanza dal corpo, sempre nel rispetto del consenso e dei confini della persona.

Il Primo Livello comprende inoltre le iniziazioni Reiki, momenti che fanno parte della modalità tradizionale di trasmissione della pratica dall’insegnante all’allievo.

Durante il corso ne spieghiamo il significato e il ruolo all’interno della tradizione Reiki, lasciando a ciascuno lo spazio per vivere l’esperienza secondo la propria sensibilità.

Quindi dopo il corso sarò capace di praticare Reiki?

Il Primo Livello fornisce le basi per iniziare a praticare l’autotrattamento e il Reiki su un’altra persona.

Frequentare un corso, però, non significa dover diventare immediatamente “bravi”.

Come accade in molte pratiche, è la continuità a permettere di acquisire familiarità con ciò che si è appreso.

Per questo per noi la formazione non termina con le giornate del corso. Gli incontri di pratica e i momenti di confronto servono proprio a tornare sull’esperienza, fare domande e continuare a praticare nel tempo.

E il Reiki può curare?

Su questo preferiamo essere molto chiari.

Il Reiki viene proposto come pratica complementare dedicata al benessere e alla consapevolezza personale, non come trattamento medico.

La ricerca scientifica sul Reiki esiste e alcuni studi hanno osservato risultati favorevoli su aspetti come ansia, stress, dolore percepito o qualità della vita, mentre altri non hanno rilevato differenze significative.

Nel complesso, le evidenze disponibili non permettono di considerare il Reiki un trattamento dimostrato per specifiche condizioni mediche.

Per questo il Reiki non sostituisce diagnosi, terapie o assistenza medica e psicologica.

Se desideri conoscere meglio gli studi disponibili e capire che cosa sappiamo oggi e quali domande sono ancora aperte, puoi consultare la sezione dedicata alla ricerca:

→ Approfondimenti sul Reiki
Collega questa frase alla vostra pagina: Approfondimenti sul Reiki

Forse per iniziare basta la curiosità

Se non hai mai provato Reiki, non devi sapere già se farà parte della tua vita.

Non devi possedere una sensibilità particolare.
Non devi avere esperienza di meditazione.
Non devi sentire qualcosa di speciale.
E non devi arrivare con tutte le risposte.

Puoi semplicemente iniziare conoscendolo.

Comprendere da dove viene, fare esperienza della pratica, fare domande e osservare ciò che accade per te.

È anche da qui che nasce il nostro modo di insegnare Reiki: conoscere la tradizione, fare esperienza e lasciare che la pratica trovi, nel tempo, il proprio spazio nella vita di ciascuno.